Più di 400 anni di ospitalità e tradizione ristorativa nella Val Ridanna.
Le origini della “Trattoria alle capanne” e del Sonklarhof.
Questa casa tanto rinomata e cara ai paesani, ha festeggiato non molto tempo fa il suo centesimo compleanno, e la famiglia dei proprietari ricorda una storia lunga e movimentata suddivisa in due periodi: la “Trattoria alle capanne” e il “Sonnklarhof”.
Nella “zona delle capanne” di Ridanna, sulla vecchia strada di trasporto mineraria, dall’inizio del 16. secolo si trovava la “Trattoria alle capanne”, più tardi denominata “Allo Stambecco”. Nel 1726 è divenuta proprietà della famiglia Seeber-Hochrainer-Klotz. Quale capostipite di questa generazione di ristoratori potrebbe essere citato Felix Seeber della trattoria “Pesce” a Mules, anche se non ha posseduto lui stesso la “Trattoria alle capanne” a Ridanna. Il primo ristoratore della casa fu a tutti gli effetti suo figlio Andree, che la comprò da Matthias Haller, il quale aveva allora molti debiti. Dei dodici figli avuti da sua moglie Maria Schubpartin, solo quattro divennero adulti. Dopo la morte di Andree Seebers, la trattoria fu gestita da suo figlio Matthias. Nel ristoro venivano offerti cibo, bevande, alloggio e una stalla per i cavalli. Matthias Seeber, che ne fu il gestore per soli 4 anni, morì nel 1773 senza lasciare figli. Le sorelle che gli sopravvissero nominarono Elisabeth Seeberin, vedova Hochrainer, erede della trattoria “zur Hütten”. Essa gestì la casa fino al 1777; le successe uno dei figli, Anton Hochrainer, che sposò la giovane Barbara Atzwanger, figlia del ristoratore dell’albergo “Al Sole” di Vipiteno. Anton morì nel 1786 a 44 anni e la sua vedova Barbara gestì la locanda fino all’anno 1821. Dopo la sua morte il figlio Josef prese in gestione l’eredità dai genitori, ma lo fece solamente per 2 anni e gli successe suo fratello Ignaz. Questi raggiunse la celebrità nel 1809, anno della libertà del Tirolo, quando fu coinvolto nelle vicissitudini della guerra. I francesi lo fecero prigioniero assieme ad altri ed è grazie a lui che Vipiteno non fu incendiata. Ignaz Hochrainer morì nel 1843. L’eredità di Ridanna fu raccolta dalla figlia Elisabeth, che sposò Johann Klotz del “Prischerhof” a Mareit, un noto dottore dei contadini. Dopo la morte della moglie questi gestì la locanda fino al 1873. Gli susseguì il figlio Leopold e a partire dal 1881 sua sorella Anna Klotz. Lei cambiò il nome della locanda e la chiamò “Trattoria allo Stambecco”; nel 1886 sposò Stefan Haller di Mareit. Nell’anno 1920 la conduzione della locanda come “allo Stambecco” fu cessata.
Al momento delle costruzioni dei rifugi – qui nominiamo solamente il rifugio Becherhaus – iniziò l’era dell’alpinismo a Ridanna. Stefan Haller riconobbe i segni del tempo e posò la prima pietra per il Sonklarhof, che terminò e inaugurò dopo due anni nel 1894. Siccome la nuova costruzione sembrò fin da subito troppo piccola, l’anno successivo Haller costruì una sala da pranzo e una palazzina con 20 camere. La casa fu aperta solamente d’estate ed occupò costantemente 17 guide alpine. Offrì 80 letti nel Sonklarhof, 20 letti nella casa per turisti e altri 10 letti presso l’albergo Steinbock. Il prezzo della pensione completa a persona e con una permanzenza di almeno quattro giorni era allora di sei-sette corone. La trattoria divenne nel tempo molto prestigiosa e dispose presto di una centrale elettrica propria. Nella struttura, già rinomata per la buona cucina, furono integrate la posta, il telefono e un piccolo dispaccio. Il giorno dell’imperatore, il 18 agosto, fu festeggiato in modo particolare. Dopo la morte di Stefan Haller, avvenuta nel 1915, proseguì sua figlia Elisabeth, che sposò Anton Klotz: un figlio dei Kalchwirt, proprietario della omonima osteria sulla strada del Giovo. Fino alla prima guerra mondiale l’attività fu molto reditizia, ma durante la guerra e nei successivi anni fra le due guerre andò sempre peggio. Anton Klotz morì 17 anni dopo sua moglie Elisabeth. Lasciò la casa così com’era. La figlia Elisabeth Klotz, sposata dal 1954 con Felix Leider di Racines, negli anni che seguirono iniziò a ristrutturare la casa paterna. Alcune stanze furono dotate di riscaldamento per poter lavorare anche nei mesi invernali. I lavori di ristrutturazione più radicale seguirono nell’anno 1974. Tutte le stanze furono dotate di bagni con doccia; seguirono la piscina coperta e i campi da tennis. La sala da pranzo che in passato era fredda e museale fu completamente ristrutturata e insieme alle 8 stanze sopra alla piscina coperta, la casa dispose a quell’epoca di 52 stanze con circa 90 letti. Il dispaccio fu cessato. Il Sonklarhof dispone oggi di tutte le attrezzature più moderne come la piscina all’aperto, la sauna, il reparto massaggi, centro fitness e sala di lettura affinché l’ospite possa sentirsi a suo agio in tutto e per tutto. Oggi la nostra rinomata casa viene frequentata soprattutto da ospiti tedeschi, ma anche da italiani e turisti di altri paesi della comunità europea. Tanti ospiti tornano sempre volentieri, anche più di una volta l’anno. Dal 1984/85 l’attività alberghiera viene gestita dal figlio Helmut. Con sua moglia Angelika continuerà la tradizione alberghiera di Ridanna risalente a più di 400 anni fa, della quale fa parte anche un’azienda agricola.